Conservazione e restauro opere d'arte

Sculture lignee

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Se per quanto riguarda i dipinti abbiamo fatto cenno a quanto sia frequente oggi doversi occupare del restauro del restaurato, la scultura lignea forse ancor di più presenta questo tipo di vicende. Una situazione resa più complicata dal fatto che il restauro in passato, sulla scultura e non solo, è stato inteso come un rifacimento, una nuova lettura superficiale delle opere, dove la manutenzione ordinaria di questi beni, spesso impiegati come oggetti votivi con annessa funzione d’uso, prevedeva la ridipintura completa o parziale, modificando anche i toni delle diverse campiture cromatiche.

Detto ciò, possiamo spiegare meglio come il primo approccio messo in campo, preliminare per affrontare qualsiasi intervento di restauro è certamente lo studio del manufatto sia dal punto di vista costitutivo, del supporto primario, sia dal punto di vista pittorico. Per il supporto primario abbiamo visto come la radiografia, se necessaria, possa aiutarci anche in questo caso a capire la struttura del manufatto ed in sculture complesse può aiutare a comprenderne le tecniche di assemblaggio e montaggio degli incastri. La luce ultravioletta può aiutarci ad indirizzare meglio le analisi successive, più puntuali, identificando quali zone presentano materiali o sostanze soprammesse.

Le indagini stratigrafiche invece sono il punto di partenza per lo studio delle cromie, il primo esame conoscitivo da condurre su tutte le campiture dell’opera, che ci permette di indagare a fondo la successione pittorica dei vari strati ottenendo una mappatura generale delle successioni pittoriche, individuando eventuali stesure di colore differente oppure dorature celate da altri strati pittorici o deturpanti porporine e ottonelle, materiali di restauro o di manutenzione applicati nel tempo, in sostituzione delle preziose dorature in foglia.

La foglia oro arricchisce la statuaria lignea da sempre, una nobile decorazione, che contribuisce a qualificare la preziosità di un manufatto. Con l’introduzione delle porporine, polveri metalliche miscelate a leganti di varia natura, ci fu una diffusione di questi materiali per la praticità di utilizzo e questa ingannevole resa superficiale, disponibile anche a basso costo. In poco tempo questi materiali si ossidano e subiscono un viraggio cromatico deciso, tendente talvolta ai toni bruno-verdastri.
Uno dei problemi con i quali ci si confronta è proprio il recupero della foglia oro, e la conservazione delle dorature originali di un manufatto. La sensibilità estrema della foglia oro, la rende molto delicata sia all’acqua che alla polarità dei solventi: grazie ad emulsioni gelificate possiamo asportare gli strati di porporine soprastanti che grazie a piccole percentuali di acqua “mascherata” contenute all’interno, possiamo agire sulla superficie, rimuovendo i materiali soprammessi e conservando la delicatissima e fragile foglia oro, pulendola allo stesso tempo.

Un altro dei problemi con i quali ci si confronta spesso è certamente il degrado da attacco xilofago e quindi il problema generalmente definito “dei tarli”. Trattamenti anossici possono essere eseguiti a seconda della problematica con cui ci si confronta, microonde o altri trattamenti specifici vengono praticati a seconda del caso. Operazioni preventive vengono sempre suggerite e messe in pratica su manufatti a rischio.

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