Conservazione e restauro opere d'arte

Polimaterico

L’effimericità di moltissimi materiali di consumo nati a partire dal post guerra -per definizione materiali spesso “usa e getta” – entra a far parte dell’opera d’arte. Materiali che nascono con una determinata funzione d’uso vengono reimpiegati come elementi estetici per esempio, destinati a non durare nel tempo. Un mix di tecniche esecutive, racchiuse in un unico manufatto che si spinge anche nella terza dimensione, senza rispettare le regole tradizionali del fare arte.

È qui che diventa fondamentale saper riconoscere il degrado involontario di ciascun elemento che compone l’opera da ciò che c’è di ricercato e voluto, e dunque il restauro non può prescindere dalla conoscenza dell’opera e dal lavoro del suo artefice. Fase che precede qualsiasi intervento di restauro è quella di studio preliminare, che indaga in dettaglio l’opera.

Ogni materiale ha un suo invecchiamento tipico ed un suo degrado specifico che spesso non si armonizza con il segno del trascorrere del tempo degli altri materiali che compongono l’opera, talvolta materiali così estranei al campo artistico che il lavoro di équipe diventa fondamentale, rivolgendosi di volta in volta alle figure più adatte ed esperte, in un dialogo continuo.

Oggi l’intervista all’artista assume un ruolo fondamentare, e il restauratore cerca di ottenere un dialogo quando è possibile. Quale materiale è più importante di un altro all’interno dell’opera d’arte, perché ne racchiude il significato? Quale materiale deve o non deve essere sostituito? Quale materiale privilegiare nella conservazione?

Le intenzioni degli artisti stessi sono molto differenti, ed il pensiero dell’autore contribuisce in maniera fondamentale nel dettare le linee guida per una coerente conservazione.
Dove l’obiettivo dell’intervento di restauro risulta invece chiaro, bisognerà porre estrema attenzione nell’applicazione di tecniche di intervento diversificate a seconda del materiale da trattare, e che spesso possono essere differenti da zona a zona, in quanto la polimatericità è caratteristica intrinseca di questa tipologia di opere contemporanee. Si terrà conto della sensibilità di ciascun elemento dell’opera e dell’incompatibilità di materiali diversi, scelti e sovrapposti dall’artista stesso in fase di creazione dell’opera, progettando l’intervento con cronoprogrammi dedicati che possano mettere in conto la scansione delle operazioni, evidenziando le problematicità ed i limiti, ai fini di una maggior prudenza nel rispetto delle sensibilità delle superfici.

In situazioni come queste, risulta dunque necessario progettare un intervento totalmente dedicato, fabbricando addirittura gli utensili più adatti per intervenire, costruendo strutture adeguate ad accogliere l’opera durante il trattamento di restauro. Tutto questo per poter intervenire in totale sicurezza e con le migliori condizioni con operazioni di manutenzione oppure interventi localizzati, volte a risolvere problematiche puntuali, danni accidentali, sistemi di montaggio non più funzionali.

Il trasporto delle opere stesse prevede anche in questo caso uno studio specifico delle condizioni e dei materiali da impiegare: questo rende totalmente differente l’approccio che viene messo in campo dal restauratore. Un atteggiamento completamente diverso rispetto all’approccio utilizzato generalmente con opere antiche.

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