Conservazione e restauro opere d'arte

Monumenti

Intervenire sui manufatti inorganici pone una serie di problematiche che stimolano la ricerca ed il pensiero scientifico, evitando così di impostare il rapporto con il manufatto mediante un’operatività piuttosto “superficiale” e “sintetica”, che tralascia quelle che sono le “vere esigenze” della materia lapidea stessa; esigenze bypassate dalla non eccesiva preoccupazione rivolta alle sue qualità petrografiche, perché individuata semplicemente come “la pietra”. La nostra attenzione si rivolge quindi alla conoscenza preliminare dei materiali lapidei costitutivi, che si differenziano a seconda delle loro caratteristiche e proprietà, e all’identificazione delle patologie e cause di degrado, che fungono da guida per l’individuazione delle strategie più valide nelle fasi d’intervento sul campo.

Considerando l’esperienza di salvaguardia e valorizzazione dei monumenti appartenenti al prezioso patrimonio della città di Como, frutto del lavoro promosso da importanti architetti, l’approccio e la scelta dei sistemi d’intervento sono passate attraverso la conoscenza approfondita della materia lapidea – che esalta la traccia della lavorazione e mostra la finitura protettiva – e della causa che ha determinato lo stato di conservazione dei beni. In merito al
degrado, i monumenti comaschi, come tutti i monumenti esposti all’aperto in aree urbane e in parchi pubblici, fruibili da molti utenti per intento progettuale degli autori, sono spesso compromessi da danni legati ad atti vandalici, i quali
coinvolgono il deturpamento delle superfici.

La natura delle pietre e l’eterogeneità delle componenti dei graffiti hanno reso prioritaria la messa a punto di metodologie ad hoc, in grado di rimuovere gli inchiostri che in parte penetrano nel substrato.
Facendo riferimento a quest’ultimo, differenti sono le metodologie di rimozione che garantiscono il rispetto dell’opera: dall’applicazione di miscele solventi gelificate in eteri di cellulosa all’applicazione di gel rigidi, si passa all’utilizzo della più moderna strumentazione e tecnologia laser.

Dalla condizione di esposizione all’aperto dei monumenti, a diretto contatto con il terreno o con un basamento rialzato rispetto al piano della strada, si aggiungono altre tipologie di degrado, come attacchi biologici, deadesione e/o decoesione dei giunti di malta e mancanze di materia, che segnalano il passaggio dalla fase di manutenzione all’intervento di restauro pianificato dei beni. Qui entrano in gioco le criticità legate alla non facile accessibilità di alcuni monumenti, la cui altezza e posizione non permettono la messa in funzione dei tradizionali cantieri con ponteggi. Ed ecco che il restauro effettuato in quota su fune assume un’importanza tale da essere considerato specializzante e unico nel suo genere.

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