Conservazione e restauro opere d'arte

Dimore storiche

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Le dimore storiche offrono una straordinaria eterogenia e complessità di elementi, che arricchiscono quasi sempre il corpo padronale centrale, con le sue annesse adiacenze ambientali di servizio, interamente circondato da un parco realizzato secondo criteri monumentali. Le sale interne all’ edificio principale, caratterizzate da un grande sfarzo esecutivo, presentano pareti affrescate, molto spesso ricoperte da strati di scialbo, soffitti lignei a cassettoni dipinti e diversi apparati decorativi in stucco, il più delle volte dorati. Il parco invece offre al pubblico statue posate su piedistalli e fontane monumentali poste al centro dell’assetto totale dei compendi.

Questa eterogeneità “materica” richiede, nel campo della tutela e della conservazione del patrimonio architettonico, una manutenzione che consiste in una serie di operazioni tecniche differenti, volte a mantenere i caratteri storici e artistici, garantendone la conservazione; operazioni inserite all’interno di attività analitiche, per la definizione delle condizioni di degrado e di rischio, di attività ispettive e di monitoraggio, di attività d’intervento.

L’attività analitica e ispettiva permette di eliminare tutte le situazioni di rischio annesse al bene. La definizione della tipologia di degrado e la comprensione della sua dinamica, attraverso la rilevazione tecnica dello stato di fatto, generalmente eseguita a tappeto in PLE, consente di valutare le situazioni di pericolo effettivo, legato all’instabilità dei frammenti, e di intervenire con opportune operazioni di messa in sicurezza.

Al centro dell’interesse la biopulitura dell’apparato scultoreo della fontana di Villa Olmo.

Si tratta di una metodologia innovativa, particolarmente interessante, che offre la possibilità di rimuovere patine organiche e biologiche da superfici lapidee, ricorrendo all’azione di determinati gel di natura enzimatica.
Le loro matrici microstrutturate inorganiche, alle quali si ancorano gli enzimi stabilizzati, in grado di agire indipendentemente da una determinata temperatura o dal pH della superficie, permettono di eliminare selettivamente tutte le patine, comportando un risultato completo e duraturo in tempi di azione molto rapidi.

La campagna d’indagine sullo stato di fatto viene annotata su rilievi architettonici di immediata leggibilità, che rappresentano il risultato di una preliminare comprensione critica del bene in oggetto di studio.

Le altre attività d’intervento vengono destinate al mantenimento dell’integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità dei beni e delle loro parti: i beni, sottoposti ad attività articolate in diversi livelli d’intervento, sottolineano che la conservazione è studio e ricerca, che riceve e consegna nuove conquiste.

L’esperienza sulle sponde del lago di Como ha messo in luce l’importanza della nostra attività di manutenzione sui beni culturali, diversa da quella edilizia a livello di obiettivi, strategie decisionali, sistemi progettuali e attività operative.

Molteplici interventi sono stati rivolti a Villa Olmo, in particolare alla facciata, scansionata da elementi architettonici in pietra, che circondano anche le aperture del palazzo, alla statuaria e alla fontana monumentale.

Questi interventi che hanno visto l’utilizzo di metodologie innovative, mirate non solo alla rimozione del degrado estetico, ma anche alla risoluzione chimico/fisica dei problemi connessi al contesto, non devono sostituire la manutenzione programmata, quale sistema capace di fornire prestazioni finalizzate al controllo delle condizioni del bene, evitando così di intervenire in forma diretta per recuperarne l’integrità materiale, rimandando ad un futuro l’intervento di restauro vero e proprio.

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