Conservazione e restauro opere d'arte

Sculture

Esistono collezioni ricche e diversificate di opere scultoree, nella stragrande maggioranza formate da rilievi totali, detti a tutto tondo, bassorilievi e altorilievi. I primi, completamente modellati da tutti i lati, portano alla luce una progressione di problemi legati alla loro stessa materia, intrinsecamente fragile, che si articola nello spazio secondo specifiche scelte formali. Questi problemi si riversano nel momento in cui le opere, soggette a deterioramento, devono essere sottoposte a interventi conservativi, che posso svolgersi in loco o in laboratorio.

L’intervento sul posto si inserisce all’interno di un progetto di cooperazione, che vede il concorso di più soggetti/oggetti coinvolti direttamente e indirettamente sui beni immobili; in questa circostanza, la fase progettuale di cantiere è di fondamentale importanza, in quanto l’istruzione alla pratica e la conoscenza di ogni elemento presente nel contesto influiscono sulla buona riuscita dei lavori. L’intervento in laboratorio invece, presuppone fin dal principio una responsabilità legata alle metodologie di imballaggio che la fase di trasporto richiede al momento dello spostamento delle opere mobili dal luogo in cui sono inserite al laboratorio di restauro.

Qui entrano in gioco il sapere e la conoscenza nel campo della tecnologia che portano ad indirizzare gli operatori addetti verso la scelta di prodotti idonei, che avviene dopo un’osservazione attenta dei manufatti al fine di conoscerne la loro storia conservativa, essenziale per agire con la massima sicurezza. I manufatti arrivati in laboratorio vengono sistemati in un locale allestito e provvisto di tutte le dotazioni necessarie richieste dalla specifica materia: sistemi di deumidificazione ed essicazione ne permettono, anzi ne favoriscono la corretta conservazione.

La conservazione, oltre a mantenere il nostro patrimonio d’arte, diventa l’occasione per una rilettura dell’opera sotto il profilo storico, artistico ma anche della tutela. Lo studio, la scienza e la pratica operativa portano ad ottenere grandi risultati in alcune delle fasi più delicate della cura dei nostri manufatti. L’intervento di pulitura delle superfici rientra tra queste fasi; difatti si utilizzano sistemi di pulitura a secco, in forma libera e in forma gelificata che permettono di operare su materiali con differente grado di porosità, tenendo sotto controllo il flusso del mezzo solvente adoperato. Il sistema dry cleaning viene utilizzato durante il primo approccio all’opera, in cui viene rimosso, attraverso spugne nate per la cosmetica, tutto quel deposito adeso in maniera incoerente alla superficie.

Il sistema di pulitura in gel rigido invece, il cui prodotto è dotato di una fisicità che gli permette di trattenere quantità elevate di solvente che possono essere rilasciate lentamente e in modo controllato sul supporto da pulire, viene applicato secondo la modalità “standard”, che vede la sua fusione e applicazione a pennello nella sua forma semi-solida, e secondo la modalità “innovativa”, che vede sempre la sua fusione ma un’applicazione differente mediante un mezzo spray.

La tecnologia laser subentra nel momento in cui la complessità dello stato conservativo delle opere e l’impraticabilità di intervenire con sistemi opzionali lo richiedono per portare a termine l’intervento di pulitura.

Manufatti in gesso: La strumentazione laser come valida alternativa ai metodi di pulitura più “tradizionali”

Manufatti in gesso_La strumentazione laser come valida alternativa ai metodi di pulitura più “tradizionali”
Se opportunamente calibrata, rispettando i parametri di fluenza inseriti nel range di sicurezza, l’ablazione laser è in grado di interagire sullo strato esogeno alla superficie senza intaccarla. Preso come esempio in questo focus, l’irraggiamento totale della superficie del manufatto in gesso con sistema Nd:YAG, in modalità QS con lunghezza d’onda pari a 532 nm, anticipato da una diagnostica d’immagine preliminare, che ha messo a confronto la zona ablata con la zona non ablata del test, ha mostrato l’efficacia dell’intervento in termini di selettività e rispetto del substrato.

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